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domenica 17 giugno 2012

Biglietti (2)

dal tram
M. coordina i controllori sui bus, tram e metropolitane. La signora è scesa dal bus ed è senza biglietto, intorno a lei diversi controllori completano i controlli e osservano i colleghi. Ci sono abituati, sanno che può capitare che qualcuno si arrabbi, che alzi le mani, o fugga, e prestano sempre attenzione a quello che accade agli altri accanto a loro. M. poco distante butta un occhio su tutti. La signora, una giovane donna dell'est, urla la sua innocenza, che lei stava andando a fare l'abbonamento, che è il primo giorno del mese e che ieri era domenica e non era riuscita. Il controllore che l'ha fermata è inflessibile, la signora è sprovvista di biglietto e va multata. Gli altri controllori, ora che tutte le altre operazioni di verifica e sanzione sono concluse, si fanno attorno a crocchio, saranno 3 o 4. La signora alza la voce e si muove in modo scomposto, a destra, sinistra, avanti, indietro, seguita dai controllori e tutti insieme sembrano leoni che braccano l'antilope.

La cosa va avanti per qualche minuto, intorno si fermano i curiosi, chi sta aspettando il prossimo alla fermata ha un diversivo alla noia, l'edicolante sporge la testa, i suoi clienti osservano e pagano distratti, i passanti rallentano, M. pensa che è meglio intervenire. Prende a parte la signora e allontana tutti, come passeggiando finiscono dall'altra parte dello spartitraffico, dopodiché la lascia andare. M. ha violato le regole, perché, dice, quando succedono queste scene alla fine è l'azienda a rimetterci, sembriamo dei persecutori. “Lì sarei stato costretto a chiamare la polizia locale, non credo che ne valesse la pena. Le regole vanno fatte rispettare, è il nostro compito, ma ancora di più lo è salvaguardare il buon nome dell'azienda ed evitare di creare tensione”.


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